Come fare il narratore
Il narratore non è un arbitro passivo. È la persona da cui dipende se la storia funziona o si affloscia.
Leggi la premessa così com'è
Non aggiungere dettagli, non spiegare, non anticipare. Le premesse sono scritte per dire il minimo indispensabile: ogni parola in più che aggiungi è una scoperta che togli al tavolo.
Se te la chiedono, rileggila identica. Rileggere è concesso, riformulare no.
Quando rispondere «irrilevante»
Usa irrilevante quando la risposta, qualunque sia, non cambia la soluzione. È un segnale prezioso: il gruppo capisce di stare esplorando un ramo cieco e si sposta.
L'errore comune è rispondere «no» a una domanda irrilevante. Un «no» dice implicitamente che la domanda era pertinente, e manda il tavolo a cercare l'opposto di una cosa che non c'entra.
Le domande ambigue
Capita spesso che una domanda si possa leggere in due modi. Due strade:
- chiedere di riformularla, se l'ambiguità è nella domanda;
- rispondere alla lettera, se l'ambiguità nasce da un presupposto sbagliato del giocatore. Rispondere alla lettera è spesso proprio ciò che fa emergere l'errore.
Non barare al contrario
La tentazione più forte è aiutare troppo: correggere una domanda mal posta, sottolineare con il tono una risposta importante, sospirare quando il tavolo si allontana. Rispondi con la stessa faccia a tutto, anche quando sono a un passo.
Sbloccare una partita ferma
Se il gruppo gira a vuoto da qualche minuto, non rivelare un pezzo di soluzione. Meglio:
- dire quale ipotesi già formulata è la più vicina;
- suggerire un'area non ancora esplorata («non avete chiesto niente sul luogo»);
- confermare che un presupposto dato per scontato è sbagliato.
Sono indizi sul metodo, non sul contenuto: il tavolo arriva comunque alla soluzione da solo, ed è quello che rende la fine soddisfacente.
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